Metti un weekend da vivere in una botte. Se la “strada del vino” non vi basta

Un fenomeno in crescita: agro-enoturismi e bed & breakfast delle aree a tema hanno creato vere e proprie stanze in legno che riproducono la forma dei contenitori della bevanda. Tanto che il Veneto ha appena regolamentato la materia. Dal Nord Est alle Marche, dalla Svizzera all’Olanda, ecco le proposte già prenotabili

Seguire le vie del vino, passeggiando tra vigneti a perdita d’occhio, girare per cantine degustando il nettare di bacco delle diverse aziende vinicole, e in autunno partecipare alla vendemmia. Per gli amanti del buon vino, da oggi c’è un’esperienza in più. A lanciare una nuova iniziativa è il Veneto, dove da ora si potrà dormire nelle vecchie botti usate per il vino. “Nuova” per modo di dire, obietterà qualcuno, l’idea di dormire nelle botti è fatto noto. Il Veneto però è la prima Regione a stabilire “i requisiti di classificazione delle botti intese come nuova tipologia di struttura ricettiva in ambiente naturale”, chiarisce l’Assessorato regionale al turismo.

L’obiettivo è trovare “soluzioni di soggiorno che esaltino le caratteristiche del territorio, delle sue tradizioni, della vita e del lavoro di chi lo abita. Le botti proposte come alloggi originali e inconsueti, quindi, non possono che essere un ulteriore incentivo a conoscere e a esplorare soprattutto aree di grande pregio paesaggistico, ambientale e produttivo come quelle vocate all’enologia”. Ma quali sono i requisiti stabiliti? Per usare una botte come camera, è necessario anzitutto avere un immobile destinato alla ricezione turistica. “La struttura ricettiva – dice il provvedimento – può essere costituita da una o più unità abitative, con una capacità ricettiva massima di otto posti letto; l’unità abitativa è costituita almeno da un locale adibito a stanza da letto e da un bagno privato”. Il tutto rispettando le regole urbanistiche e paesaggistiche della zona.
La proposta arricchisce l’offerta delle “Strade del Vino” venete, come le colline del Prosecco, candidate a diventare patrimonio Unesco, le strade della Valpolicella o le vie del Soave.

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